Evergrey – Recensione: The Atlantic

Gli Evergrey concludono la trilogia “Hymns For The Broken”, iniziata nel 2014 con l’uscita dell’omonimo album e proseguita nel 2016 con il secondo capitolo “The Storm Within”, con la presente terza e ultima parte intitolata “The Atlantic”. Se questo trittico di album costituisce un concept sul tema dell’avventura della vita, il suo disco finale si concentra in particolare sulle relazioni, il destino, il dolore e i sentimenti: tali tematiche vengono espresse utilizzando la metafora (un po’ abusata ad essere sinceri) del viaggio attraverso l’oceano, immagine da cui deriva ovviamente il titolo del platter.

A fronte dunque di un topos lirico non certo originalissimo, troviamo però grandissima personalità per quanto riguarda i contenuti strettamente musicali. Tom Englund e compagni mettono infatti tutta la loro sublime tecnica al servizio di brani estremamente raffinati, curati e avvolgenti; composizioni sempre dilatate e magari non troppo facili da assimilare, ma che una volta approfondite rivelano tutta la loro magia e capacità di emozionare.

I nostri decidono di mettere il pezzo più lungo, a tratti abbastanza duro e un po’ ostico, proprio in apertura: “A Silent Arc” costituisce in ogni caso un manifesto del metal più squisitamente complesso e progressivo, che senza dubbio conquisterà i fan di queste sonorità fin dall’inizio. Il secondo singolo “Weightless” coniuga in maniera magistrale un piglio moderno con la migliore tradizione prog/power, “All I Have” è invece un perfetto connubio di ruvidi riff di chitarra e segmenti morbidi e ovattati.

La tecnologia e lo spirito più sperimentale della band svedese emergono in brani quali “A Secret Atlantis”, “End Of Silence” e “Currents”: oltre alle tastiere e a profonde parti strumentali, sono comunque qui sempre presenti melodie sognanti e un gusto compositivo che non sfocia mai nel virtuosismo fine a se stesso. Dopo l’emozionante “Departure” e la rarefatta “The Beacon”, c’è spazio nel finale anche per una canzone più breve e immediata come “This Ocean”.

The Atlantic” rappresenta a nostro parere il capitolo più ambizioso e riuscito della trilogia iniziata dagli Evergrey cinque anni or sono. Con questo album i cinque progster scandinavi dimostrano una volta di più che una tecnica eccellente può dar luce a composizioni molto elaborate, ma allo stesso tempo godibili e nient’affatto noiose: impresa che all’interno della scena metal più progressiva riesce solo ai migliori esponenti.