Flotsam And Jetsam – Recensione: The End Of Chaos

Con ancora negli occhi l’intenso spettacolo messo in scena dai Flotsam And Jetsam qualche mese fa in occasione della loro ultima calata nella nostra penisola (nonostante più di 30 anni di carriera alle spalle) affrontiamo con entusiasmo l’ascolto del nuovo “The End Of Chaos” fuori sempre per AFM.

Veniamo subito aggrediti dal doppio pedale killer di Ken Mary che spinge un riff metal classico alla base di “Prisoner Of Time”, pezzo dal gran ritornello che siamo sicuri “spaccherà” dal vivo.

Sono già state spese innumerevoli parole per descrivere la veridicità di un personaggio come Eric “AK” Knutson, icona del vero thrasher la cui voce pastosa ma al contempo lirica ha ormai fatto scuola; l’interazione di Michael Gilbert con Steve Conley è ormai assodata e ancor più esaltata dalla produzione impeccabile di Jacob Hansen. Peccato invece per l’ennesima copertina pessima che non rende giustizia allo status della band (invero se ne salvano poche nella loro nutrita discografia).

L’album è come un treno in corsa… davvero 50 minuti senza cedimenti per uno dei loro lavori più “pesanti” di sempre; forse avremmo gradito un pizzico di originalità in più (stiamo pensando a lavori come “Drift” o “The Cold”) ma non si può assolutamente giudicare negativamente questa manciata di canzoni ben rappresentata da inni metal come “Prepare For Chaos” o “Slowly Insane”.

“Unwelcome Surprise” sembra un pezzo degli Overkill (con i quali partiranno a breve in tour) mentre la rasoiata finale “The End” ci lascia con l’adrenalina a mille in circolazione.

Come impressione superficiale “The End Of Chaos” ci ha convinti più delle ultime pubblicazioni targate Flotsam And Jetsam ma dovremo valutare se reggerà il passare del tempo (come l’album eponimo e molte delle pubblicazioni che l’hanno preceduto); fatto sta che come ebbe a scrivere il buon Manazza all’epoca della recensione di “The Cold” la band di Phoenix è uno dei metal act più sottovalutati della storia… una vera e propria anomalia se pensiamo alla qualità della loro produzione nell’insieme (nonostante gli innumerevoli cambi di formazione) e la totale professionalità delle esibizioni live.